Eventi

Tutto quello che vuoi conoscere su eventi, concerti...

Read more...

DJ's World

Sei un DJ o vuoi diventarlo? Qui potrai trovare una vasta gamma di articoli...

Read more...

CD - DVD - Bluray

Potrai scegliere tra una vastissima gamma di prodotti....

Read more...

HI-TECH & HI-FI

Tutto per gli appassionati di Hi-Tech e Hi-Fi...

Read more...

HomeNewsLUCA CARBONI: SPUTNIK

LUCA CARBONI: SPUTNIK

Luca Carboni incontra Calcutta & Co.: 'Stimo questi ragazzi, mi annoiava sentire solo il mio punto di vista sulle cose' Cosa succede se uno dei cantautori simbolo della generazione degli anni '80 si affida ai nuovi nomi del cantautorato italiano, quelli del giro "indie pop"?

Succede che ne viene fuori un curioso incontro tra due generazioni diverse ma in fondo neanche troppo: la disposizione alla riflessione, la tenerezza, il malessere che hanno da sempre caratterizzato la scrittura di Luca Carboni incontrano la paura dell'abbandono, il senso di smarrimento e la debolezza dei legami sociali che caratterizzano invece le canzoni dei cantautori della generazione degli anni '90. "Sputnik", il nuovo album del cantautore bolognese,

 

è un disco che lascia poco spazio a nostalgie passatiste e si concentra sul presente, raccontato non senza ironia: "Mi piaceva l'idea di far incontrare la mia generazione con la nuova generazione, che sta rinnovando la canzone d'autore, partendo da punti in comune.

Ma è un discorso che porto avanti già da un po': negli ultimi anni ho capito che sentire sempre il mio punto di vista sulle cose mi annoiava e che volevo sentire altre voci", racconta lui a Rockol.

Con "Spuntik", che arriva a due anni e mezzo da "Pop up", Carboni continua a percorrere la strada dell'elettropop già intrapresa con il precedente album, in maniera anche più estrema: nelle nove canzoni che compongono l'album c'è un uso ancora più massiccio di sintetizzatori, tastiere e programmazioni e manca quasi del tutto il suono delle chitarre (che in "Pop up" erano invece ancora abbastanza presenti).

"È un album ancora più essenziale. Musicalmente, questo disco è frutto della mia collaborazione con Christian Rigano. Tra noi c'è un bel feeling musicale: abbiamo mischiato suoni più contemporanei a citazioni di sonorità degli anni '80. Penso soprattutto alla new wave, alle synthband che ascoltavo quando ero ragazzino. Secondo me, quel periodo lì, fine anni '70 e inizio '80, ha dato tanti germi che ancora oggi possono essere elaborati per creare musica nuova. Il mix è stato fatto da Michele Canova, che solitamente si occupa solamente di produzione e mai di missaggio".

Il sound elettronico e rotondo delle nuove canzoni richiama anche la rotondità dello Sputnik, il satellite artificiale (il primo ad essere mandato in orbita intorno alla Terra) il cui nome è stato scelto da Carboni per il titolo dell'album: "Per me che sono nato negli anni '60 questa parola evoca un'immaginario ben preciso: la competizione tra russi e americani, la gara per la conquista dello spazio.

Era una situazione bellica, il periodo della guerra fredda, ma al centro di tutto c'era il grande sogno dell'uomo di uscire dalla Terra per poter esplorare lo spazio", spiega il cantautore, "e poi Sputnik, tradotto in italiano, significa 'compagno di viaggio'. È quello che ogni artista augura al proprio album: diventare un compagno di viaggio di chi lo ascolta". Anche la copertina e il booklet del disco, con disegni realizzati dallo stesso Carboni, richiamano gli anni '60: "Mi sono rifatto alla propaganda sovietica di quegli anni. Sulla copertina ci sono elementi e simboli che creano contrasti: la Chevrolet (simbolo dell'America degli anni '60) e lo Sputnik, appunto, ma anche un dinosauro. Lo spazio, ma anche la preistoria".

Il team di lavoro che ha affiancato il cantautore bolognese è ampio, soprattutto sul fronte della scrittura dei brani: oltre a Daniele Coro, Federica Camba e Valerio Carboni (che hanno firmato il singolo "Una grande festa") e oltre a Alessandro Raina e Dario Faini (con i quali Carboni aveva già collaborato in passato), ci sono anche Calcutta, Giorgio Poi e Gazzelle. Le collaborazioni con i tre cantautori rappresentano l'elemento più interessante del disco: è curioso vedere come le due generazioni si incontrano e si confrontano tra loro. Calcutta firma con Carboni "Io non voglio", Giorgio Poi "Prima di partire" e Gazzelle "L'alba": "Sono ragazzi che stimo molto. Due di loro, Giorgio Poi e Calcutta, vivono a Bologna e spesso ci incontriamo.

La canzone che ho scritto con Gazzelle, tra l'altro, affronta una tematica non da ventenni, ma molto più adulta: parla di un padre che guarda il figlio che parte. Il testo è più figlio di una mia esigenza narrativa, lui ha contribuito molto alla musica", racconta Carboni a proposito delle collaborazioni. Dal prossimo autunno Carboni sarà in tour per presentare il nuovo album: "Voglio portare nei club non solo la dimensione musicale e essenziale di questo disco, ma anche un racconto visivo, con luci e immagini. I suoni rispecchieranno questi ultimi due dischi.

È ancora tutto in fase di definizione, però. Al mio fianco ci sarà la mia band storica, arricchita forse da qualche nuovo ingresso", anticipa.

FacebookTwitterRSS Feed
Vai all'inizio della pagina