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JOVANOTTI: OH, VITA!

“Oh, vita!” è il primo singolo e title track del nuovo disco di Lorenzo Jovanotti

. Ho pensato subito che "Oh, vita!" sarebbe stato il primo singolo di questo album. Non ho mai dato a nessuna delle altre canzoni la possibilità di essere il brano che anticipasse l’album e quando ci siamo trovati in studio con Rick Rubin abbiamo condiviso lo stesso pensiero:

"Oh, vita!" sarebbe stato il brano di apertura dell’album, anche perché è il punto di incontro perfetto mio con questo grande produttore che è stato così importante

 

nella mia vita prima ancora di potere pensare un giorno di farci un disco intero. Il pezzo è una hit nata.

Suona come una filastrocca ipnotica, con basso e batteria in primo piano e sopra il flow impeccabile che non perde un colpo. Ha quella presa semplice e robusta che aveva “Loser” di Beck. Per altri versi è puro “old school rap”, cantato e prodotto da due ragazzi degli anni ’60 che della vecchia scuola tanti anni fa – ciascuno nel proprio contesto di riferimento, a seimila chilometri di distanza – furono protagonisti.

Si sente, eccome, la mano di Rick Rubin, nella pulizia dei suoni, nell'enfasi data agli estremi: la sezione ritmica in primo piano da un lato e dall'altro la chitarra acustica, a integrarsi e a farsi da contrappunto. Una canzone che lavora per sottrazione, per essenzialità: poche cose, posizionate perfettamente, e un paio di citazioni: una è uno snippet di pochissimi secondi di “Futura”, amichevolmente concessa dagli eredi di Lucio Dalla, un altro è da "Ho visto un re", la canzone di Dario Fo e Paolo Ciarchi incisa da Enzo Jannacci nel 1968. Il tema è in puro stile di Lorenzo, come tutta la canzone: suona riconoscibile, ma diversa, e riesce nell'intento di unire diversi mondi: l'italianità e il mondo anglosassone.

Esattamente come il video, che racconta Roma in bianco e nero come il quartiere periferico di una metropoli americana, tra playground e personaggi pittoreschi. Il video che accompagna il brano è firmato da YouNuts, alla loro quarta produzione per Jovanotti (dopo "Sabato", "Pieno di vita" e "E non hai visto ancora niente"). Con YouNuts veniamo da ambienti simili, perfino famiglie simili, e anche se ci sono vent’anni di distanza tra di noi, è stato l’hip hop il nostro grande amore.

Per questo ho proposto un video semplice, vero, dove anche loro potessero esprimersi completamente e che rappresentasse senza trucchi la mia storia, che è anche la loro e quella di un sacco di altra gente. Il video è stato girato nel quartiere romano intorno al Vaticano dove Lorenzo è cresciuto, a Porta Cavalleggeri, e dove è nata la sua musica.

Volevo che questa canzone fosse raccontata da un video che mi connettesse con qualcosa di mio, che fosse un mio fatto personale, un “mio filmino”. Per questo ho pensato alla mia vita, alle mie origini. E per questo ho scelto Roma, dove ho vissuto per i miei primi 20 anni. Adesso in quella casa non ho più nessuno, è vuota e pronta per una nuova famiglia, e ho chiesto al portiere del palazzo, che conosco da sempre, se mi faceva entrare a filmare la mia finestra, questa che è stato il mio panorama tutti i giorni per 20 anni. Nel video non c’è nostalgia, ma c’è molto amore e gratitudine per una storia, un luogo e le persone che mi legano a quel posto.

Abbiamo girato proprio nel mio quartiere e volevo che si sentisse la verità profonda di questa canzone perché in tutto questo nuovo lavoro e forse per la prima volta completamente senza nient’altro, sono Lorenzo. Non “faccio” Lorenzo, lo sono per davvero. Dopo aver compiuto 50 anni mi sono accorto che il nome “Jovanotti", che avevo scelto quando ne avevo 19, ora è perfetto e così sono tornato nei luoghi dove me lo sono inventato. Nel video c’è una dedica, che solo alcuni coglieranno, a un amico di Lorenzo : David “Primo”, il rapper romano dei Corveleno, scomparso lo scorso anno: una leggenda dell’hip hop italiano che da bambino andava sotto casa ad aspettare Lorenzo di ritorno dai suoi giri per avere un autografo. E che poi è diventato suo grande amico.

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