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NEGRAMARO: AMORE CHE TORNI

AMORE CHE TORNI Negramaro

Per un attimo, i Negramaro hanno rischiato di sciogliersi.

È successo prima che la band si mettesse al lavoro sulle nuove canzoni. Giuliano Sangiorgi e compagni sono stati due mesi senza parlarsi e senza scriversi: un breve addio che poteva segnare la fine del gruppo.

Alla fine, però, si sono ritrovati e questo nuovo album, "Amore che torni", è la risposta alla crisi attraversata dalla band salentina negli scorsi mesi. "Back to the future, still together", "Ritorno al futuro, ancora insieme", scrivono loro nel booklet del disco. La chiave per

 

comprenderlo, questo "Amore che torni", è rappresentata proprio dallo scioglimento sventato: ad ascoltare i dodici pezzi contenuti all'interno dell'album si ha la sensazione di vedere i componenti del gruppo che camminano su un ponte sospeso, pronto a crollare da un momento all'altro.

Il mood è inquieto, ansioso, come suggerisce il pezzo d'apertura, "Fino all'imbrunire" - che è stato anche il singolo apripista del disco: l'atmosfera è tesa, la ritmica frenetica (con quei vortici di synth in stile "Stranger things") e il testo è quasi parlato con un tono di preoccupazione (come ad auto-convincersi che sì, i vecchi tempi torneranno).

Se vi erano piaciuti gli inediti contenuti nella raccolta del 2012 e le canzoni del precedente "La rivoluzione sta arrivando", potreste avere qualche difficoltà a masticare questi nuovi pezzi: "Amore che torni" è forse il disco più "difficile" tra quelli che i Negramaro hanno pubblicato negli ultimi anni, il meno immediato e il più complesso, quello che richiede più di un ascolto per essere compreso. Più che tornare al pop-rock degli esordi, a livello di suono Sangiorgi e compagni recuperano il rock elettronico di "Casa 69".

Se gli ultimi lavori contenevano solo qualche traccia di elettronica sparsa qui e là, stavolta con i suoni elettronici ci vanno giù pesante: la cifra stilistica del disco è rappresentata dal tappeto di sintetizzatori e di batterie elettroniche che fa da sottofondo a quasi tutti i pezzi. Però si tratta di un'elettronica vintage, analogica, come hanno spiegato i Negramaro nella nostra intervista: le batterie sono sì triggerate, ma suonate, e le chitarre hanno trovato una strada più semplice e meno virtuosa rispetto a "La rivoluzione sta arrivando".

E per le ballate, che sono sempre stata una costante nei dischi della band, qui c'è poco spazio: le canzoni sono tutte molto ritmate e anche pezzi come "Mi basta e "Amore che torni", che partono come ballate, alla fine si trasformano in pezzi rock ("Ci sto pensando da un po'", invece, è una ballata esistenzialista, che parla di un bilancio: "Ci sto pensando da un po', sarebbe forse meglio poi sparire? / per non doversi accontentare, costretti a sorridere di più"). Alla fine del ponte ci arrivano incolumi, ma col fiatone. E quando arrivano dall'altra parte della sponda si guardano indietro e capiscono che il peggio è passato, che la crisi è solo un ricordo lontano.

"A volte può sembrare che tutto sia finito. Un attimo dopo ti guardi le mani, le sollevi al cielo e copri le nuvole: affferrandole, le riporti in giù, nascondendole dietro la schiena. Fino al prossimo sole, fino al suo imbrunire, per vedere meglio le stelle e rassicurarle che domani sarà ancora un nuovo inizio", sussurra la voce della nipote di Sangiorgi alla fine del disco. Un sospiro di sollievo.

TRACKLIST 01. Fino all'imbrunire - (04:13) 02. Ridammi indietro il cuore - (03:31) 03. New York e nocciola - (03:30) 04. Mi basta - (03:39) 05. Amore che torni - (03:46) 06. La chiave, le virtù e l'arroganza - (04:31) 07. Per uno come me - (03:33) 08. L'anima vista da qui - (03:26) 09. Pezzi di te - (04:52) 10. La prima volta - (03:58) 11. L'ultima volta - (03:48) 12. Ci sto pensando da un pò - (04:55)

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