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BIONDI: BEST OF SOUL

Mario Biondi presenta "Best of soul": "Porto il mio spaghetti soul nel mondo"

Esce il 18 novembre un album con 22 brani di cui 7 nuovi, per celebrare 10 anni di carriera Esce "Best of soul" una raccolta di 22 pezzi, di cui 7 nuovi brani, gli altri provenienti dai sette album pubblicati dal crooner catanese dal 2006 fino ad oggi, che Mario Biondi definisce "il mio album celebrativo".

E da celebrare per il grande artista catanese, la voce soul più calda ed intensa del panorama musicale italiano, ci sono 10 anni di onorata carriera e successi internazionali: "Porto in giro per il mondo il mio spaghetti soul". Tra i brani inediti il primo singolo

estratto "Do You Feel Like I Feel" scritta da Nicola Conte, uno tra i più celebri e innovativi artisti jazz italiani: "Una canzone solare, vitale...", dice Biondi. Poi c'è " Gratitude": "Un tributo e un vero e proprio ringraziamento al pubblico e a tutti coloro che hanno creduto in me, a partire da Renato Zero", e ancora "I will never stop loving you" con un arrangiamento brazilian jazz e gli archi curati da Niccolò Fragile, "Stay with me", un pezzo pop e leggero che recupera il sound dell'etichetta Philadelphia International e omaggia Barry White e ancora "Chilly Girl", "You are my Queen" e "Never Stop Dreaming".

Dopo il successo dell'ultimo album “Beyond” certificato oro e i sei dischi di platino conquistati negli ultimi quattro anni, con “Best of soul” Mario Biondi si conferma artista unico nel panorama musicale italiano, godendo però, da anni, di grande stima anche da parte di pubblico e critica internazionali. "L'accoglienza all'estero è meravigliosa, anche se io a volte ho una sorta di paura reverenziale in alcuni paesi, dove il soul e il jazz sono molto più radicati che da noi..." Da marzo 2017 Biondi sarà protagonista live sui palchi dei più prestigiosi teatri italiani per un tour a cui ne seguirà uno anche in Europa e in Asia: "I miei live? Sono cabaret", racconta: "Io sono così, non riesco ad essere meno stupido, ma questo mi rende simpatico ed allegro e il pubblico lo recepisce, si diverte".

Delle tante città in cui è passato e ripassato per tenere concerti, ad alcune è particolarmente legato: "Tokyo, ad esempio, dove per 5 serate di seguito ho fatto il sold out al Blue Note, Incredibile! E i giapponesi conoscevano a memoria le mie canzoni. E poi Catania, la città della mia vita, degli amici veri, della mia crescita...". Ripercorrendo i 10 anni di carriera Biondi sottolinea i passaggi salienti, dal successo inaspettato con il suo primo album ufficiale, "Handful of soul" del 2006, al riconoscimento da parte di Renato Zero, "che ha creduto in me" e poi i primi contratti e le collaborazioni, i concerti all'estero, il successo, che lo ha portato fino a qui. "Il soul è stato in un certo modo anche la mia croce inizialmente, in molti mi dicevano di cambiare genere, di cambiare musica, di andare fuori. C'è un detto in siciliano "chi esce, riesce". Lui c'è riuscito.

E ancora scrive, legge, si documenta, studia e ascolta musica, tanta musica, perchè di progetti per il futuro ne ha ancora moltissimi: "Cerco di mettermi in gioco di continuo. Per fortuna non ho cliché a cui essere legato, solo il mio nome adesso e non escludo di poter cantare in italiano, di fare rock 'n roll...". Tra i cantanti italiani che ha più ascoltato e apprezzato cita Zucchero, Concato, De Crescenzo e Baglioni, fra gli altri: "Non ci è mai mancato nulla in Italia, solo una lingua globale, che ci permettesse di sentirci internazionali". A chi gli chiede se ha un sogno ancora da realizzare risponde citando uno dei personaggi Disney a cui ha prestato la voce Capitan Uncino - Hook in Rapunzel: "Un sogno?" dice, "Ne ho tanti... non mi dispiacerebbe duettare con Lady Gaga un giorno. Perché no?"

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